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Un leggero tremolio di voce per dire alla mia guida, ”voglio una birra”, ci facemmo spazio fra la folla, che incredula, ci seguì . , SERruff, che immobile stava con l’aria smarrita, mi disse: Sergaston lo sai che in questo locale ci sono gli elefanti ubriaconi?
Rimasi scontento e dissi dentro me, che cosa crudele, serruff, tu ne sei contento?
-Non mi interessa Sergaston, io sono sempre contento, in questo locale si beve la birra tramite la proboscide dell’elefante, dicono che sia fantastico, ma per l’elefante è un po’ dura, dopo un'ora sono ubriachi quindi, vengono sostituiti. allora entriamo sergaston? Che dici!
-Che vuoi che ti dica Serruff, tu sei un uomo di scienza ed hai fatto un ragionamento qui ed ora, un po’ egoista, tu pensi solo a te, ora sei contento perché mi hai ritrovato, hai finito il tuo compito ed adesso aspetti le tue meritate riconoscenze,
ma ricordati che il tempo e lo spazio passa per tutti, guardami ti sembro ti sembro cinquecentenne?
Ed ora Serruff, entriamo.
Che odore ma non so cosa sia, forse birra!
Si ecco l’elefante, sta spillando una birra,
che situazione, ecco sta per cadere un elefante,
qualcuno gridò contento! spaziooooo, buum, l'elefantino cadde.
BBBBBAAAAASSSSTTTTTAAAAA, dissi a Serruff:
-ORA è lui la mia guida si chimerà, SerFANTE, e tu Serruff ora vattene, che è arrivato finalmente il mio momento, ho aspettato 500 anni capisci Serruf.!
Nel frattempo Serfante mi prese per l’addome con la proboscide,
che bello star sospeso lì dove niente è peso,
e poi mi pose nella sua groppa ed con un possente barrito, siamo usciti barcollando dal localaccio.
-Vai Serfante così stelluccia del sol vai, e così arrivammo nella piazza centrale; Serfante si fermo, con abile attenzione, si adagia, nel lastricato della piazza, con un balzo scesi, guardai la folla, che in silenzio stà, ma col pensier, fermo non stà, e la vibrazione dal pensier prodotta, luce non era: infatti dopo il duello di sguardi, tra me e la folla, sentii le sirene, ma non del mare ma di terra,una leggera brezza, ecco spuntar di nuovo il mio nome: Sergaston arrenditi, siamo la polizia, Serroof, ti sta aspettando in laboratorio.

Eccoci davanti forse ad una nuova porta, sento odore del tempo ormai passato e i colori anche, si ora mi ricordo, sala operatoria, e mentre il ricordo si accende appare di nuovo ------Serroof: Buon giorno Sergaston, come và, mi riconosci sono Serroof, purtroppo la polizia ti ha sparato un sonnifero, ed ora ti sei svegliato, ma non preoccuparti sei in buone mani! -Serroof non ti permetterò, di rubare l’amore, la luce, dal tenero sguardo della bontà, dove il soffio forma e l’acqua si ferma. Insomma serroof, lasciami oppure trasformati in un uomo, ora sei una sovrascimmia hai capito?-Si sergaston, ho capito che tu non hai capito, io sono laureato in: medicina, ingegnere, archeologia, lettere, filosofia, lingue, geologia, giurisprudenza, e per finire, programmatore elettronico. Ti basta sergaston?
-Si mi basta per capire che tu sei senza cuore e guardi solo,
a te stesso, quindi sfrutti la conoscenza solamente per vanto e prima o poi pagherai. Vedi serroof, ti parlo perché ho speranza, che cosa è la speranza ;è forse un sentimento, fa parte del campo delle emozioni, oppure dea della mitologia romana, sorella del sonno e della morte, oppure semplicemente, attendere con fiducia la realizzazione di una cosa desiderata. Bene serruff per finire ti vorrei spiegare, che cosa è la fiducia e poi il desiderio.
La fiducia, non sta dal fruttivendolo, ma nel cuore, non si pesa ne si conta, si può definire un sentimento, qui si sente.
Il desiderio, si trova dal fruttivendolo, si esaurisce al di fuori di noi, nasce, cresce e se puo muore, altrimente stà li fermo immobile, infuoca, il pensier e preme sul cuor.
Nel frattempo …..seruff ecco le analisi di sergaston;
ok doctor, puoi andare.
Meravigiato seruff guarda le analisi di sergaston.
sergaston analisi perfette, sei un mostro, sei un mito, solo che hai un problemino, lo stomaco non esiste più, quindi non so quanto tu possa resistere.
-Seruff, ancora non capisci ma capirai perché è un mio desiderio e ti ho spigato che cosa significa desiderio, ma ancora non sai fare i conti è vero seruff!
Non ti capisco seregaston tu vieni a dire ed offendere la mia personalità, illustrissima non che potentissima, ti ricordo che sono anche oltre che dotto sono il capo assoluto del mondo,; sergaston devi capire che ora tu sei mio, decido io la tua sorte, io solamente io.
Serrufff tu ancora una volta mi dimostri di non capire nulla e quindi mi annoio stare qua, ho tante cose da fare, tanto tu non capisci, il tuo egoismo mi fa ridere, per lo più, alzi anche la voce, ma non ho paura, ecco proprio lei, la paura che ti ha trasformato così, seruff ma come da detto, c’è un rimedio a tutto.
-Basta sergaston non ti permetto di parlarmi così ora basta, ti farò restare, tutta la vita vicino a me qui nel mio hospital, con o non il tuo consenso.
-Il silenzio seruff è molto importante, ma tu non capisci, tutti lo sanno ma tu no eppure quando ti ho visto eri un po’ più simpatico, ora chiamo serfante e me ne vado, sei contento seruff?
-Basta ora mi hai proprio stancato seruff, sei un pazzo, ma del resto cosa vuoi pretendere da un cinquecentenne, e poi serfante è morto, quindi non sperare di uscire sergaston.

-Dal piacere emerge un sorriso, seruff perché continui a non capire, serfante è nel mio cuore, ho proprio un piccolo elefantino di legno vedi seruff, ora diventa un grande elefantino, così grande da distrugere tutto l’edificio.
-Sergaston ora bast………….non credo ai miei occhi stà crescendo, sergaston non è possibile sei un prestigiatore.
-Seruff, ora è la tua fine.
In un secondo serfante distrusse tutto, si era ingrandito come un dirigibile, portando con se seruff ed ser gaston.
Il cielo avvolge tutta la terra, si respira e poi si butta, ti affina perfino i capelli, ti tiene li sospeso, eppure ti muovi, il colore si trasforma, e ti illumina, le nuvole giocano innocenti, lì nel mezzo sto, tra una parola e l’altra, sono il silenzio, che da inizio e fine al suono dell’infinito spazio e dell’impercettibile tempo.
-Seruff, hai capito qualcosa vero, ora stiamo ad una altezza di 50000 piedi, bello è, se vuoi ti porto sullo spazio, ma non credo che tu lo voglia, oh!!! Guarda degli uccelli sentiamo cosa ci raccontano, cip,cip,cip;cip,cipcip.
Bene, seruff, gli uccelli ci augurano un buon viaggio, più mi hanno riferito che un certo seruff è il nemico numero 1, di tutti gli animali, infatti vorrebbe costruire una gabbia gigantesca dove ospiterebbe tutti gli animali del mondo.
-Ora basta sergaston tu sei un mostro, mi stai rovinando, ho paura, maledico il giorno che ti ho conosciuto sergaston ed ora lasciami, non ti voglio più vedere.
-Ah ah ah seruff, ti ricordi nel tuo ospedaletto, cosa mi dicevi: tu sei mio, comando tutto io ………… e ancora non capisci, pazienza, seruff ora tu sei mio, e mi divertirò un mondo con tè sempre vicino, la paura sarà la nostra amica, la morte la nostra sorellina simpaticissima, e l’amor la nostra guida.
-Tu sei pazzo sergaston, ti dovevo uccidere in grotta, sei un irriconoscente, ti salvo la vita, tutti i giornali parlavano di me il migliore l’ivvincibile, il più intelligente, e tu sergaston mi hai distrutto tutto il mio mondo.
Seruff è la vita, comunque in grotta sono io che ti aspettavo, ancora non capisci, sei stupido come un banchetto, ma è così che ti volevo, un grande bambino, pieno di desideri, con le guance rosa, e capelli corti, e poi pieno di vanità, vedi ora siamo in ciel e tu da solo scompari, non sei capace di far nulla, qua su nessuno ti dice bravo; guarda serfante nel silenzio và, china è la testa e occhi spalancati, non si affretta ne si calma, ci porta e non ci scroppa.
Ora serufff, penso che vorrai, sapere la destinazione di questo viaggio, e bene andremo a casa di serfante precisamente in India, i genitori di serfante sono molto preoccupati, fra meno di un secondo saremo lì.
-Ma sergaston, morirò, ci sono molte malattie, serpenti, tutto sporco, e poi io sono cattolico non posso andare in terre con religioni diverse.
-Serufff, non capisci ma capirai, non vedi ma vedrai, non senti ma sentirai, tu sei quello che sta fuori di tè.
Ok 123 atterraggio benvenuto in India seruff; caldo entra prepotente, il fuoco è vicino, l’aria ti consuma, incenso si allarga e preme, l’idea si apre, il suono maestoso del dolce sitar, odore antico si manifesta ma non per caso, la terra ti avvolge, e si confonde, con i piedi arsi e stanchi.

Grazie, a presto per la seconda porta di sergaston...

 
 

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